Quest'uomo è un genio.
Che rielabora la creazione di un genio.
Il mio personale blog "Macello Industriale", fumante calderone di immani minchiate e riflessioni semiserie pescate a piene mani dal mio delirio quotidiano. Enjoy it !!!
Bugiardino
Leggere attentamente le istruzioni prima di consumare il prodotto.
Non si accettano reclami su casi di indotta diarrea, dolori addominali e affini.
Sconsigliato a soggetti di esile composizione tantrica e rompicoglioni vari.
Tutti gli scritti appartengono al sottoscritto, il quale si prende carico di eventuali ripercussioni.
venerdì 29 gennaio 2016
giovedì 28 gennaio 2016
T. Rex - Get It On
Qui si torna alla genesi del glam rock, e la storia della giovane e promettente rockstar scomparsa prematuramente si ripete.
Marc Bolan, leader dei T Rex scompare ad appena 30 anni nel 1977.
Il resto è storia.
Della musica ovviamente.
Marc Bolan, leader dei T Rex scompare ad appena 30 anni nel 1977.
Il resto è storia.
Della musica ovviamente.
domenica 24 gennaio 2016
Cenere alla cenere : La vita e la morte come uno spettacolo.
Sono mesi che non scrivo su queste pagine.
E dire che di cose da dire ne avrei anche, idee e riflessioni premono verso l'esterno cercando una via d'uscita provocandomi talvolta dei gran mal di testa, il fatto è che vengono domate quasi sempre dalla pigrizia.
Questa volta però (come le altre volte in cui scrivo i miei pensieri) sento il bisogno di esternare il tutto, liberandomi temporaneamente dal peso dei pensieri.
Chi mi conosce sà che la musica ha un ruolo tutt'altro che marginale nella mia vita, un rapporto viscerale, a volte ossessivo, che come tutti i rapporti che si rispettano gode di alti e bassi.
Lo spiegone è presto fatto, l'elemento scatenante che mi porta oggi a riflettere è la recente dipartita
di un'icona della musica moderna, nota al pubblico come David Bowie.
Inutile decantare le qualità artistiche del Duca Bianco, mai come in questo momento le pagine in rete pullulano di biografie e aneddoti a riguardo, mi limiterò a dire che al contrario di molti, ho sempre trovato quasi "fastidiosa" la teatralità con la quale Bowie portava avanti da decenni un progetto in continua evoluzione, cosa che ha fatto fino agli ultimi giorni della sua vita.
Sia ben inteso, dicendo cio' mi riferisco agli alter ego, ai travestimenti, a tutta la parte visiva che faceva da contorno alla musica dell'artista, cosa che succedeva anche per i primi Genesis, che adoro.
Ma parliamo della musica, un'icona è e rimarrà tale nei decenni a venire, e a giusto merito.
Artista poliedrico, polistrumentista e paroliere fenomenale, sempre al limite della provocazione, del politically correct, se dicessi che non lo ho amato come musicista direi una tremenda bugia, il primo pezzo che ho imparato a suonare con la chitarra è proprio un suo pezzo, The Man who sold the World, riportata in auge dai Nirvana negli anni della mia adolescenza.
La produzione di Bowie ha del fenomenale proprio per la diversità di generi e sonorità toccate, gli anni delle collaborazioni con Brian Eno sono a mio avviso qualcosa di irripetibile, ma, come dicevo poche righe piu' in alto, non voglio parlare di dischi.
Metabolizzare.
La cosa che mi riesce difficile è metabolizzare il fatto che un punto di riferimento, una coordinata nota, sia sparita dalla carta di navigazione di molte vite, compresa la mia, lasciando un vuoto e mille domande.
Mi prenderete per matto, ma la morte di Bowie l'ho accusata moltissimo, e la accuso tutt'ora.
Una vita in copertina, immaginifica, ripresa da mille angolazioni e quasi venerata da migliaia di persone.
E poi l'arte, che se ne va'.
L'ho accusata tantissimo, e la accuso tutt'ora.
"Cenere alla cenere, funk al funky
Sappiamo che il Maggiore Tom è un tossico
Confinato nell'alto dei cieli
Raggiunge una depressione senza fine
Mia madre mi diceva
Di portare a termine le cose
Meglio che non perdi tempo
Con il Maggiore Tom "
E dire che di cose da dire ne avrei anche, idee e riflessioni premono verso l'esterno cercando una via d'uscita provocandomi talvolta dei gran mal di testa, il fatto è che vengono domate quasi sempre dalla pigrizia.
Questa volta però (come le altre volte in cui scrivo i miei pensieri) sento il bisogno di esternare il tutto, liberandomi temporaneamente dal peso dei pensieri.
Chi mi conosce sà che la musica ha un ruolo tutt'altro che marginale nella mia vita, un rapporto viscerale, a volte ossessivo, che come tutti i rapporti che si rispettano gode di alti e bassi.
Lo spiegone è presto fatto, l'elemento scatenante che mi porta oggi a riflettere è la recente dipartita
di un'icona della musica moderna, nota al pubblico come David Bowie.
Inutile decantare le qualità artistiche del Duca Bianco, mai come in questo momento le pagine in rete pullulano di biografie e aneddoti a riguardo, mi limiterò a dire che al contrario di molti, ho sempre trovato quasi "fastidiosa" la teatralità con la quale Bowie portava avanti da decenni un progetto in continua evoluzione, cosa che ha fatto fino agli ultimi giorni della sua vita.
Sia ben inteso, dicendo cio' mi riferisco agli alter ego, ai travestimenti, a tutta la parte visiva che faceva da contorno alla musica dell'artista, cosa che succedeva anche per i primi Genesis, che adoro.
Ma parliamo della musica, un'icona è e rimarrà tale nei decenni a venire, e a giusto merito.
Artista poliedrico, polistrumentista e paroliere fenomenale, sempre al limite della provocazione, del politically correct, se dicessi che non lo ho amato come musicista direi una tremenda bugia, il primo pezzo che ho imparato a suonare con la chitarra è proprio un suo pezzo, The Man who sold the World, riportata in auge dai Nirvana negli anni della mia adolescenza.
La produzione di Bowie ha del fenomenale proprio per la diversità di generi e sonorità toccate, gli anni delle collaborazioni con Brian Eno sono a mio avviso qualcosa di irripetibile, ma, come dicevo poche righe piu' in alto, non voglio parlare di dischi.
Metabolizzare.
La cosa che mi riesce difficile è metabolizzare il fatto che un punto di riferimento, una coordinata nota, sia sparita dalla carta di navigazione di molte vite, compresa la mia, lasciando un vuoto e mille domande.
Mi prenderete per matto, ma la morte di Bowie l'ho accusata moltissimo, e la accuso tutt'ora.
Una vita in copertina, immaginifica, ripresa da mille angolazioni e quasi venerata da migliaia di persone.
E poi l'arte, che se ne va'.
L'ho accusata tantissimo, e la accuso tutt'ora.
"Cenere alla cenere, funk al funky
Sappiamo che il Maggiore Tom è un tossico
Confinato nell'alto dei cieli
Raggiunge una depressione senza fine
Mia madre mi diceva
Di portare a termine le cose
Meglio che non perdi tempo
Con il Maggiore Tom "
domenica 1 novembre 2015
Deliri del genere umano: Nutscaping, il paesaggio con le palle.
Il filo che divide la creatività dalla follia è a volte sottilissimo.
La nuova modo che spopola sul web è quella delle foto di paesaggi mozzafiato con le palle.
Si' proprio le palle del fotografo che immortala il momento.
Fatevi un giro su nutscapes.com, ne vedrete delle belle.
Oh, tutti fotografi con le palle eh!!!
La nuova modo che spopola sul web è quella delle foto di paesaggi mozzafiato con le palle.
Si' proprio le palle del fotografo che immortala il momento.
Fatevi un giro su nutscapes.com, ne vedrete delle belle.
Oh, tutti fotografi con le palle eh!!!
domenica 25 ottobre 2015
Ritorno alle due ruote:storia di una metamorfosi.
Ci sono scimmie che non riesci a sopprimere.
Per quanto cerchi di allontanarle dalla tua mente rimangono lì, ti aspettano, sicure del fatto che prima o poi ritorneranno a galla nella tua testa, e niente e nessuno riusciranno ad estirparle.
Una delle suddette è per me il fuoristrada su due ruote.
Già alla tenera età di undici anni avevo il mio bel gilera con il quale scorrazzavo in lungo ed in largo per le mulattiere vicine al terreno di famiglia, a quattordici anni sempre in quei posti usavo un honda xl 500. Poi sono cresciuto, a diciotto anni avevo un honda da enduro centoventicinque solo a libretto, poi xt 600 e tt yamaha, la parabola discensiva incomincia con un endurone comodoso, un bmw f650, per terminare con un r45 sempre di casa bmw. A parte la vespa, negli anni a seguire la moto abbandona piano piano la mia vita, moglie, figli, e così via, mi ritrovo ad osservare (ed invidiare) i centauri infangati che incrocio per strada, conscio del fatto che ritornerà il mio momento.
Ed è arrivato, nel modo in cui meno aspettavo.
Da un certo periodo, la scimmia si era fatta molto insistente e molesta, mi accorsi di ritrovarmi ad osservare sempre di piu' e sempre piu a lungo il vecchio TT coperto da un lenzuolo in officina.
Mi parte un grillo, e se mi prendessi un trial, giusto per fare un po' di motoalpinismo e soddisfare la mia irrefrenabile voglia?
Casualmente un amico mi dice la stessa cosa, ecco il segnale che aspettavo.
Considerando il fatto che il trial in sè, e come disciplina, e come mezzo non mi sono mai piaciuti, ma conscio del fatto che la cosa comporti sicuramente meno rischi dell'enduro (teng' famiglia) mi ritrovo in men che non si dica alla ricerca di un mezzo.
La trovo in famiglia, da un cugino di mia moglie (grande sciur Niky!!!) il gioco è fatto.
Oggi la prima prova su (fuori)strada, qui un breve documento video.
Un grazie al Sciur Mimmo, che mi ha guidato e consigliato al meglio ed un grazie a mia moglie, santa donna (ma non diteglielo).
Per quanto cerchi di allontanarle dalla tua mente rimangono lì, ti aspettano, sicure del fatto che prima o poi ritorneranno a galla nella tua testa, e niente e nessuno riusciranno ad estirparle.
Una delle suddette è per me il fuoristrada su due ruote.
Già alla tenera età di undici anni avevo il mio bel gilera con il quale scorrazzavo in lungo ed in largo per le mulattiere vicine al terreno di famiglia, a quattordici anni sempre in quei posti usavo un honda xl 500. Poi sono cresciuto, a diciotto anni avevo un honda da enduro centoventicinque solo a libretto, poi xt 600 e tt yamaha, la parabola discensiva incomincia con un endurone comodoso, un bmw f650, per terminare con un r45 sempre di casa bmw. A parte la vespa, negli anni a seguire la moto abbandona piano piano la mia vita, moglie, figli, e così via, mi ritrovo ad osservare (ed invidiare) i centauri infangati che incrocio per strada, conscio del fatto che ritornerà il mio momento.
Ed è arrivato, nel modo in cui meno aspettavo.
Da un certo periodo, la scimmia si era fatta molto insistente e molesta, mi accorsi di ritrovarmi ad osservare sempre di piu' e sempre piu a lungo il vecchio TT coperto da un lenzuolo in officina.
Mi parte un grillo, e se mi prendessi un trial, giusto per fare un po' di motoalpinismo e soddisfare la mia irrefrenabile voglia?
Casualmente un amico mi dice la stessa cosa, ecco il segnale che aspettavo.
Considerando il fatto che il trial in sè, e come disciplina, e come mezzo non mi sono mai piaciuti, ma conscio del fatto che la cosa comporti sicuramente meno rischi dell'enduro (teng' famiglia) mi ritrovo in men che non si dica alla ricerca di un mezzo.
La trovo in famiglia, da un cugino di mia moglie (grande sciur Niky!!!) il gioco è fatto.
Oggi la prima prova su (fuori)strada, qui un breve documento video.
Un grazie al Sciur Mimmo, che mi ha guidato e consigliato al meglio ed un grazie a mia moglie, santa donna (ma non diteglielo).
domenica 27 settembre 2015
Divertiamoci con il Time Lapse
Sicuramente avrete già visto video che ritraggono in una inquadratura fissa soggetti intenti a fare determinate attività in modo accelerato, oppure altri con le nuvole che si spostano velocemente, i fiori che sbocciano...
la tecnica in questione si chiama time lapse, ed è semplicemente composta da un'insieme di fotografie, scattate ad intervalli regolari, che messe insieme generano il simpatico effetto video.
Una volta si usava un apparecchio chiamato intervallometro, che collegato alla macchina fotografica scattava la sequenza meccanicamente.
Oggi, con l'avvento del digitale, troviamo in molte macchinette la suddetta opzione, io ho usato la Gopro.
Una semplice operazione, come scaricare un furgoncino (piccolo incidente compreso) puo' diventare un video divertente.
Il limite è la vostra fantasia.
Daje !!!
giovedì 24 settembre 2015
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