Il mio personale blog "Macello Industriale", fumante calderone di immani minchiate
e riflessioni semiserie pescate a piene mani dal mio delirio quotidiano.
Enjoy it !!!
Bugiardino
Leggere attentamente le istruzioni prima di consumare il prodotto.
Non si accettano reclami su casi di indotta diarrea, dolori addominali e affini.
Sconsigliato a soggetti di esile composizione tantrica e rompicoglioni vari.
Tutti gli scritti appartengono al sottoscritto, il quale si prende carico di eventuali ripercussioni.
Che la rete internet sia un'entità in continuo sviluppo è cosa nota, che la si possa girare (quasi) liberamente un pò meno.
Il fenomeno denominato Deep Web, o web sommerso, è una realtà tangibile che pur essendo sempre meno segreta rimane un tabu' insormontabile per molti.
Ma non per tutti.
I motori di ricerca classici , non indicizzano proprio tutto il contenuto del web, ci sono pagine che per censure di vario genere ad esempio, risultano irraggiungibili da determinati paesi, a volte semplicemente per problemi di copyright.
Esiste un metodo, denominato Tor clicca per info, che ci permette tramite un sistema di rimbalzi su host sparsi per il globo di essere completamente invisibili sul Web, e qui inizia il gioco.
Tramite il download di un semplice sw, ognuno di noi puo' rendersi invisibile, ed essendo tale potrebbe teoricamente fare quello che normalmente gli sarebbe vietato.
Da questo punto di partenza, nato per tutelare il navigante, il cyber malavitoso trova un trampolino per una miriade di potenziali attività illecite da svolgere nel piu' totale anonimato.
Una volta scesi in profondita' quindi, sappiate che potrete avere a che fare con il peggio della società moderna, assassini, trafficanti e maniaci di ogni sorta.
Sulla scia di tale fenomeno nasce Silk Road clicca per info, un market virtuale dove poter comprare tranquillamente armi, droga o assoldare ad esempio un sicario.
Sì daccordo, ma come è possibile direte voi, oggigiorno ogni movimento di pecunia che facciamo è tracciabile, come fà questa gente ad operare senza farsi sgamare ?
Semplice, il Bitcoin clicca per info, moneta virtuale nata da pochi anni, è un fenomeno in enorme sviluppo, una moneta autonoma, sicura e anonima che addirittura comicia ad essere accettata anche da grosse catene online.
Il web è proprio un mare, e quando navighiamo come in mare appunto, non sappiamo cosa stà al di sotto di noi.
p.s.Grazie a Marco per avermi fatto scoprire tutto questo.
" Io non capisco tutto questo Roc'n roll, io non capisco La Si Do Re Mi Fa Sol ".
La puntata odierna del corner, si apre parafrasando l'inimitabile Elio che tesse le lodi nel testo citato della
famigerata Disco Music dei seventies.
Parleremo allora di disco direte voi, manco per il cazzo (usando un francesismo) vi rispondero' io.
Il fatto è che il genere di cui parliamo questa sera, il trip hop appunto, è quanto di piu' lontano si possa
andare, prendendo una direzione diversa dalla sopra citata disco music da un ipotetico centro chiamato rock
and roll.
Possiedo e conosco il disco in disamina, Heligoland, e personalmente seppur riconoscendo l'alto valore
artistico dell'opera non lo ritengo minimamente all'altezza di un Mezzanine, album che ho adorato.
Ma adesso spazio al preparatissimo Mister P, che ci condurrà in una nuova delirante avventura in pieno
Pelliccia Style.
Tacalamusica.
Unfinished Genius
Certamente molti di voi ricordano i Massive Attack come il gruppo di “Mezzanine”, di quella splendida canzone che è “Teardrop”. I più scafati di voi, forse, se li ricordano dai tempi di “Protection” e “Blue Lines”, quando gettarono assieme ad altre menti illuminate i semi di quella che fu la scena trip-hop. Ma in pochi, ahimè, se li sono filati dopo “100th Window”…bene, io son qui a porre un piccolo piccolissimo rimedio parlando del loro ultimo disco, “Heligoland”, uscito nel 2010. Del Naja e (nuovi) compari non son certo rimasti con le mani in mano per sette anni, tra colonne sonore, comparsate qui e là e registrazioni mai date in pasto alle orecchie di noi appassionati. Ma questo disco, se possibile, li spinge un ulteriore passo avanti in ogni planetario indice di gradimento. Disco intenso, non facilissimo e per questo ancor più interessante, “Heligoland” è il secondo disco che 3D (mr. Del Naja) assembla senza l’ausilio dei suoi storici soci Daddy G e Mushroom (il secondo, soprattutto, artefice dell’incredibile armamentario sampladelico dei dischi precedenti), ma non sfigura assolutamente rispetto ai suoi predecessori; merito dell’indubbia qualità del songwriting, merito dei musicisti coinvolti (un nome su tutti Adrian Utley dei Portishead), merito anche dell’impressionante parterre di voci chiamate a interpretare i pezzi; se Horace Andy è ormai una presenza fissa nei dischi del combo di Bristol, notiamo Martina Topley-Bird, Hope Sandoval dei furono meravigliosi Mazzy Star, Guy Garvey dei mai troppo lodati Elbow, Tunde Adebimpe dei TV On The Radio e uditeudite Damon Albarn! Ma veniamo alle canzoni: “Pray For Rain” (cantata da Adebimpe) apre con un piano minimale e un tappeto percussivo coinvolgente e ipnotico, quasi un sunto delle migliori intenzioni di certi Radiohead; “Babel” con la splendida voce della Topley-Bird continua il viaggio con un sinuoso magma electro, mentre “Splitting The Atom” è sorretta dalla profondissima voce di Horace, e da un contrappunto di organo da brividi; “Girl I Love You” ci regala uno dei migliori giri ritmici degli ultimi anni, roba che neanche un morto riuscirebbe a stare fermo…e “Psyche” arriva a far riprendere fiato, eterea e impalpabile; a proposito di trip-hop, arriva un gioiellino come “Flat Of The Blade”, immobile e solenne, carezzata dalla voce meravigliosamente triste di Guy Garvey – e a proposito di voci meravigliose, in “Paradise Circus” Hope Sandoval prende per mano l’ascoltatore e lo porta davvero in paradiso, alla faccia di tutto l’esercito di giovani scopiazzatrici un po’ povere di talento di questi anni (chi ha detto Lana Del Rey?) “Rush Minute” è forse l’episodio più sottotono del disco, ed è (assieme a “Atlas Air”, la dimostrazione che si può provare a inscatolare l’infinito in sette minuti con l’ausilio di qualche colpo di batteria e di un malatissimo e devastante riff costruito sull’organo) l’unica prova vocale di Del Naja. Il fulcro del disco, la vetta assoluta, è però raggiunta dalla traccia numero nove: “Saturday Come Slow”. Tre minuti e ventotto secondi di estasi completa, un tappeto acustico struggente, interventi elettronici misurati (e qui di nuovo fanno capolino i Radiohead, a dimostrazione di quanto dannatamente sian stati influenti) e la voce di Damon Albarn, rotta e magnifica, che con invidiabile partecipazione emotiva si butta in un testo grigio come il cielo britannico. Cosa ci fate ancora qui a leggere quesato inchiostro virtuale? Filate a comprarvelo, se invece già lo avete mettetevelo su, e rendete il giusto merito a uno che di musica se ne intende. Robert, eh……..
Sò bene che il paese sta attraversando un momento delicato, gli indici di borsa calano inesorabilmente, la bella stagione non arriva, l'economia và a rotoli e la gente sta a faticà, e la fame nel mondo, e il nuovo Papa ma ...
Ormai lo dico.
Lunedi', come ciliegina ad una giornata a dir poco disastrosa mi sono fatto un regalo:
ho distrutto il mio Galaxy s3 nuovo di pacca.
Non sono un high tech victim ma mi piace tenermi aggiornato, ho veramente ponderato l'acquisto di un oggetto ricco di cotanta tecnologia concentrata in una pseudo saponetta e sono sincero ne sono (ero) molto entusiasta.
Fino a Lunedi'.
Scendo un minuto dalla macchina, l'oggettino mi cade e non me ne accorgo, torno a bordo e parto.
Tempo di accorgermi dell'accaduto e ritornare in loco ed il patatrac è fatto :
riverso sul freddo asfalto vedo il fido gingillo tecnologico e mi fiondo a raccoglierlo mentre nel frattempo passa un'auto e lo travolge sotto le ruote, probabilmente non è la prima a farlo.
Tutto il resto ve lo lascio immaginare.
Credo di avere scorto fra le nuvole una scala mobile che trasportava verso il basso tutti i santi da me invocati per l'occasione.
Confido ora nell'animo buono del tecnico dell'assistenza, e, scusate la blasfemia, mi rimetto alle sue "sante" mani.