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Il mio personale blog "Macello Industriale", fumante calderone di immani minchiate e riflessioni semiserie pescate a piene mani dal mio delirio quotidiano. Enjoy it !!!
Bugiardino
Leggere attentamente le istruzioni prima di consumare il prodotto.
Non si accettano reclami su casi di indotta diarrea, dolori addominali e affini.
Sconsigliato a soggetti di esile composizione tantrica e rompicoglioni vari.
Tutti gli scritti appartengono al sottoscritto, il quale si prende carico di eventuali ripercussioni.
lunedì 6 agosto 2012
sabato 4 agosto 2012
lunedì 30 luglio 2012
sabato 28 luglio 2012
Ennesima presa per i fondelli : il Referendum sulle indennità parlamentari.
Girovagando in rete sono venuto a conoscenza di quanto riporto :
Il referendum che ultimamente è sulla bocca di tutti (ma non dei media), sarebbe l'ennesima presa in giro ai danni dei contribuenti.
Stando a quanto letto, il movimento "Unione Popolare", fondato da ex dc, avrebbe ideato la raccolta di firme con l'unico fine di incassare un cospicuo rimborso al raggiungimento delle 500.000 firme, sapendo che comunque il referendum non potrà avere luogo.
Secondo la legge 352 del 25 maggio 1970
"Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle due camere"
e come sappiamo nel 2013 ci saranno le elezioni Politiche.
Inoltre, il referendum interesserebbe solo la legge 1261 del 31 ottobre del 1965, che tratta la deteminazione dell'indennità spettante ai parlamentari.
Tradotto in soldoni sarebbero 3500 euro per ogni deputato e senatore, in totale 40 milioni di euro di taglio annui.
Peccato che il solo referendum costererà piu' o meno 400 milioncini (10 volte tanto) piu' 250.000 euro di rimborso per i furbacchioni che lo hanno proposto, 50 cent a firma come da legge 157 art.1 comma 4 del 3 giugno 1999.
Povera patria.
Il referendum che ultimamente è sulla bocca di tutti (ma non dei media), sarebbe l'ennesima presa in giro ai danni dei contribuenti.
Stando a quanto letto, il movimento "Unione Popolare", fondato da ex dc, avrebbe ideato la raccolta di firme con l'unico fine di incassare un cospicuo rimborso al raggiungimento delle 500.000 firme, sapendo che comunque il referendum non potrà avere luogo.
Secondo la legge 352 del 25 maggio 1970
"Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle due camere"
e come sappiamo nel 2013 ci saranno le elezioni Politiche.
Inoltre, il referendum interesserebbe solo la legge 1261 del 31 ottobre del 1965, che tratta la deteminazione dell'indennità spettante ai parlamentari.
Tradotto in soldoni sarebbero 3500 euro per ogni deputato e senatore, in totale 40 milioni di euro di taglio annui.
Peccato che il solo referendum costererà piu' o meno 400 milioncini (10 volte tanto) piu' 250.000 euro di rimborso per i furbacchioni che lo hanno proposto, 50 cent a firma come da legge 157 art.1 comma 4 del 3 giugno 1999.
Povera patria.
giovedì 26 luglio 2012
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